lunedì 12 gennaio 2015

Oudeis 2011 Ravenna Sangiovese IGT di Vigne San Lorenzo

Che il sangiovese sia un grande vitigno ormai è cosa nota, che il sangiovese anche in  Romagna dia ottimi vini ormai sta diventando cosa nota. Questa mia convinzione negli ultimi mesi ha avuto una conferma ed una spinta, difatti gli ultimi tempi diversi debutti hanno fatto il botto.
Tra questi anche il Oudeis 2011 Ravenna Sangiovese IGT di Vigne San Lorenzo di Brisighella.
Questo sangiovese cresce per mano di Filippo Manetti, grande conoscitore del tuo territorio e grande conoscitore di agronomia, che con assoluta maestria amministra le sue vigne e la sua cantina. Uso il termine amministra, perché il tutto è condotto in perfetto equilibrio, senza l’ausilio dei prodotti di sintesi o di altre alchimie moderne. Anche in cantina l’attenzione è altissima, la cura maniacale. I terreni sono posti nelle vicinanze di Brisighella, in una minuscola borgata all'interno di una vallata che riempie gli occhi ed il cuore. Qua Filippo ha scelto di vivere con il figlio e la compagna anche se la comodità e la scuola inducono a passare l’inverno nella vicina Faenza. Conoscevo già Filippo e i suoi vini, ammetto che prediligevo i suoi bianchi leggermente macerati, di carattere e personalità, tra i rossi mi indirizzavo sul Fieni blend di romagnolosità, così quando l’amico Marco Panichi a tradimento mi sottoponeva un calice di questo Oudeis alla cieca ho avuto un sussulto a seguito della bontà. .
La bottiglia è la classica bordolese scura, l’etichetta in stile retrò riporta tutte le informazioni sul davanti, come a mostrare le mani in segno di trasparenza.
Alla mescita il vino risulta limpido e luminoso nel suo rosso rubino leggermente scarico e quasi granato. Accostando al naso il calice ho subito la sensazione di eleganza, finezza e pulizia. Profumi di estrema pulizia, con un sottobosco invitante, maturo ma non passato, terziario leggero di spezie da chiodo di garofano, cannella, cioccolato fondente e un po’ di tabacco, chiudendo con una vena mentolata quasi balsamica. Passando all'assaggio la prima cosa che mi colpisce, è la sua sottigliezza che lo rende particolarmente fine ed elegante rimando in perfetta coerenza col naso.
Intensa la sorsata che evidenzia una trama tannica abbastanza fitta ma molto vellutata e senza spigolature che permette al vino di girare in bocca che è un piacere, supportato anche da una freschezza intensa che donerà una discreta longevità e rende piacevole la beva. Corpo come dicevo non troppo pronunciato, quasi snello, ma non leggero, alcool nella media con i suoi 13.5°, ma integrati a meraviglia. Estremamente lungo di persistenza dove si viene invasi da un retro gustativo croccante nel frutto e chiaramente speziato, il tutto impreziosito da una striscia sapida minerale. In poche parole un ottimo vino, o meglio, un grande vino che esce dal solito format del sangiovese di Romagna, quindi non più estrazione di frutto, irruenza e rusticità tannica, ma uno stile più elegante, più fine come se il sangiovese avesse messo l’abito da sera per passare dal palcoscenico di una sagra a quello di un teatro.
Consiglio di degustarlo in ampi calici a tulipano ed ad una temperatura ambiente di 18°. Come abbinamento è indicato con piatti importanti a base di carne, primi piatti meglio se al mattarello e con ragù di carne, anche selvaggina. Con le portate successive è indicato con arrosti e soprattutto carni alla griglia. Perfetto anche con formaggi di buona stagionatura, parmigiano 36 mesi, il Du Mut ed un buon ragusano.

Io l’ho abbinato ad un piatto di casarecci trafilati al bronzo con ragù al coltello di capriolo, abbinamento che mi ha entusiasmato per l'effetto appagante dell'insieme, il corpo del ragù non veniva sovra a
vanzato da quello del vino, che con il tannino elegantemente asciugava la bocca impreziosendola di sensazioni speziate e la preparava per il boccone successivo.
Perfetto da degustarsi in un'importante cena, anche a lume di candela, e per conquistare il partner con la potenza elegante e mai invasiva, perchè non c'è abbinamento migliore che condividerne un calice con la persona amata.