sabato 15 marzo 2014

CARTE D’OR 2011 CHAMPAGNE DELOUVIN NOVACK BRUT

Champagne, basta la parola! Noi amanti delle bollicine, al solo nominare lo champagne abbiamo un sussulto, e io sono uno di questi. Purtroppo o per fortuna non solo io ho un sussulto, ma anche il mio portafoglio… i francesi oltre che veramente bravi a fare le bollicine, lo sono altrettanto nel farseli pagare, almeno in quelli che raggiungono i scaffali delle nostre enoteche. Con un po’ di attenta ricerca, qualche nozione ecogeografica, due consigli dagli amici più esperti e una connessione internet, sono riuscito a scovare uno champagne di un piccolo produttore Bertrand Delouvin, 6 ettari sulla collina di Marne ad un prezzo molto accettabile.

Siamo a Vandieres, nella valle del fiume Marne, la prima zona che incontriamo in Champagne partendo da Parigi, patria del più oscuro dei tre vitigni che compongono lo Champagne cioè il Pinot Manier. Il Manier è un vitigno a bacca rossa ma polpa bianca, e che da quella nota accattivante di frutta  e impatto rotondo. E’ anche il più adattabile al terreno argillo calcarico della proprietà di Bertrand. I Deulovin sono vignaioli in Champagne dal 1500 ma lo commercializzano dal 1949, da sempre credono nel Pinot Manier tanto da renderlo attore principale dei loro vini e non cooprotagonista, e difatti su 6 ettari complessivi, il Pinot Manier ne occupa ben 5, mentre l’ettaro mancante è vitato a Chardonnay. Sia in cantina che in vigna è Bertrand ad occuparsene in prima persona con sapienza e maestria. Tutti i suoi vini prevedono il Pinot Manier in purezza, tranne il SELEZIONE Extra Brut Millesime dove viene aggiunto lo chardonnay.
Lo Champagne che degustiamo quest’oggi è il loro prodotto base, il Carte d’Or , l’annata non è riportata in etichetta, ma è quella uscita in commercio nel 2013, ed essendo stato in bottiglia sui lieviti per 2 anni, deduco che si tratti del 2011, di cui mi sono procurato una buona scorta.
La bottiglia è la classica champagnotta, con etichetta color oro e scritte nere ad impreziosire il tutto.
Alla mescita  il colore è un giallo paglierino scarico, con riflessi verdolini, mentre numerosissimo e fine è il perlage che dona una bella brillantatura al calice.
Al naso corrono subito le note di lievito quali crosta di pane, pane il lievitazione. Evidente, franco e netto, sono anche le sensazioni di frutta a pasta bianca e leggermente acerba, su tutto la mela stark, pera ma anche tanta frutta secca e in chiusura il calice si riempie di note da biancospino e calla. Espressivo nel suo essere iodato e minerale.
In bocca è intenso e persistente, si sente subito la lotta tra l’acidità della freschezza e la rotondità e pastosità, è probabilmente derivate dal vitigno. Evidente anche la filosofia di Bertrand indirizzata ad una non esasperazione e caratterizzazione della vinificazione per non alterare il concetto di terroir che trasmette questo gradevolissimo champagne. L’attacco è pieno e succoso di materia, secco e cremoso, con una croccante quanto aggressiva bolla piena di sapidità.  Un residuo zuccherino, non dichiarato in quantità, lo rende abbastanza morbido e smussa l’acidità lampante sormontata dalle numerose bollicine. Corpo e struttura adeguati alla tipologia, in questa fase pur essendo chiaramente uno champagne fine ed elegante, quasi piacione, paga un po’ la gioventù essendo leggermente sbilanciato sulle sostanze dure, quali acidità e freschezza.  
Consiglio di berlo a 8°-10° e in calici che partono stretti sullo stelo per poi aprirsi a tulipano ristringendosi sull’orlo.
Io l’ho abbinato ad un filetto di salmone al forno su specchio di vellutata ai porri e caponatina invernale, abbinamento che gioca sulla grassezza del salmone e quella intrinseca del porro. Sensazioni ripulite egregiamente dalla bollicina di questo champagne.
Voi? Gioco facile con l’abbinamento, con le ostriche non sbagliate mai, con crostacei, sushi e sashimi nemmeno. Cruditè di pesce, cappe sante, carpacci vari altri errori evitati. Facile l’abbinamento con tartare di pesce anche marinata, interessante e da provare la battuta di carne come quella di Fassona. Regge bene anche primi piatti di verdure, risotti asciutti od all’onda.
Non mi sbilancio sul calice del giorno dopo, questa bottiglia è stata finita in un lampo, in men che non si dica ad evidenziare l’alta bevibilità e quindi non ne è rimasto per il test del giorno dopo.
 Non sbaglierete nemmeno a condividere un calice o tutta la bottiglia con la persona amata questo  è rimane l’abbinamento perfetto. Champagne perfetto anche per una cena intima e romantica a due sia che sia per conquistare che per festeggiare una ricorrenza. Perfetto anche per regalarsi un piccolo piacere della vita. Mi ero ripromesso di non parlare di prezzi in questo blog, ma… ma… questo Carte d'Or champagne di Delouvin Novack in azienda si trova intorno ai 14 €, si avete letto bene 14€!!!


Maestro Enogastronomo Sommelier Paride Cocchi